Category Archives: Il Ponte Nuovo

I tempi difficili creano uomini forti …

Hanno intervistato il fondatore di Dubai, Sheikh Rashid, sul futuro del suo paese, lui ha risposto:′

′ Mio nonno camminava con il cammello, mio padre camminava con il cammello, io cammino in Mercedes, mio figlio va in Land Rover, e mio nipote andrà in giro in Land Rover, ma al mio bisnipote gli toccherà tornare a camminare con il cammello……”

Perché′′ I tempi difficili creano uomini forti, gli uomini forti creano tempi facili. I tempi facili creano uomini deboli, gli uomini deboli creano tempi difficili.”Molti non capiranno, ma bisogna crescere guerrieri, non parassiti…”

[la città di Dubai utilizza energia esclusivamente da fonti rinnovabili]

Il sabato del villaggio: storia, cronaca, usi e costumi di Pontecagnano Faiano (I)

LA STORIA DI PONTECAGNANO E FAIANO IN QUATTRO PARTI

A cura di Francesco Longo

Parte prima

Il periodo antico (3.000 avanti Cristo, circa – 476 dopo Cristo)

La nostra storia inizia circa 2.800 anni fa, quando un gruppo di Etruschi provenienti dalla Toscana e dall’alto Lazio si stabilì nel nostro territorio. Gli Etruschi erano un popolo di esperti navigatori (furono padroni assoluti del mar Tirreno, dal nono al quarto secolo avanti Cristo) ma anche di bravi artigiani, di validi ingegneri e di smaliziati commercianti. La nostra piana era fertile, riparata a nord dalle colline; la costa (molto diversa da quella di oggi) presentava alte dune e profonde lagune, ottime per l’approdo delle imbarcazioni. Allora il fiume Picentino era navigabile per alcuni chilometri; alla sua foce gli Etruschi costruirono il porto. Come era nella loro tradizione, si insediarono a distanza dal mare, esattamente dove è oggi il nostro centro storico e cioè fra l’attuale strada statale 18 e la autostrada. Nel suo primo secolo di vita, quella comunità di frontiera (era la più a sud dalla madre-patria) si dedicò all’agricoltura, all’allevamento, all’artigianato ed al commercio. Scambiava i suoi prodotti con le genti italiche dell’interno, risalendo i fiumi Picentino, Tusciano e Sele. Ma nel corso dei due secoli successivi, quel piccolo villaggio si trasformò progressivamente in una grande e ricca città: Pikèntia Amìnaia. I nostri, nel frattempo, avevano incrementato e migliorato l’agricoltura, l’allevamento, la produzione artigianale (dei metalli, del legno, dei tessuti e della ceramica); avevano potenziato la flotta ed il porto. E quando i Greci si stabilirono ad Ischia ed a Cuma, gli Etruschi cominciarono a commerciare con loro e svilupparono vertiginosamente i propri scambi. Che non avvenivano più solo con gli italici dell’entroterra o con i “connazionali” dell’Etruria-madre, ma con tutti i popoli del Mediterraneo orientale: Grecia, Egitto, Siria ed Asia minore. Circa 2.600 anni fa, Pikèntia Amìnaia era una florida città-mercato, un vero emporio internazionale. Vi si potevano acquistare i prodotti etruschi locali e tosco-laziali (utensili domestici, arnesi da lavoro, vasellame, strumenti musicali, armi e gioielli) nonché i prodotti del vicino e montuoso entroterra italico (lana, formaggi, carni e legname); ma anche dei raffinati prodotti esotici (ceramiche di Atene e di Corinto; vasellame, arnesi ed arredi in bronzo, argento ed oro greci e siriani; avori, pendagli e collane di ambra, scarabei ed altri amuleti egiziani; unguenti e profumi fenici). In quella prestigiosa ed opulenta città, la comunità originaria, cresciuta di numero, aveva assunto una nuova articolazione sociale; oltre agli agricoltori, agli allevatori ed agli artigiani, ora c’erano i guerrieri ed i grandi commercianti. Al vertice della gerarchia sociale c’erano ricche e potenti famiglie aristocratiche, da cui proveniva il gruppo dei prìncipi, veri capi politici, religiosi e militari, che nulla avevano da invidiare ai pari-grado delle altre e più note città dell’Etruria madre (Vetulonia, Vulci, Cerveteri, Tarquinia e Veio). Allora Pikèntia, insieme a Capua, era il centro etrusco più importante nella Campania. Ma alla fine del settimo secolo a.C. i Greci si insediarono a Paestum e cominciarono a disturbare il commercio marittimo dei nostri. Così iniziò il lento declino della Pontecagnano etrusca. In quel periodo furono costruiti a Pikèntia due santuari: uno dedicato ad Apollo, nella zona dell’attuale via Verdi; ed uno dedicato a Demetra, nella zona tra via Picentino e l’autostrada. Dopo circa un secolo, altri Greci, di Siracusa, sconfissero la flotta etrusca a Cuma (era la flotta di tutti gli Etruschi, quelli della Toscana, del Lazio e della Campania) e fondarono Napoli. Così gli Etruschi persero il dominio del mar Tirreno e quindi il loro potere militare e commerciale. Anche Pikèntia Amìnaia decadde. Durante il quinto secolo avanti Cristo i Sanniti la invasero, senza distruggerla. Agli inizi del terzo secolo avanti Cristo, giunsero nella nostra piana i Romani che travolsero tutti: Sanniti, Greci ed Etruschi.

Nel 268 avanti Cristo Pikèntia Amìnaia, dopo circa cinque secoli, cessava di esistere; al suo posto nasceva la romana Picentia. In quell’anno i Romani vi deportarono i Piceni ribelli (dalle Marche), facendone di fatto una colonia penale. Circa cinquanta anni dopo, di nuovo intervennero a Picentia e la punirono duramente, perché aveva dato sostegno ad Annibale, il nemico mortale di Roma. Nel 198 avanti Cristo i Romani insediarono alla foce dell’Irno un potente presidio militare, fortificato, per controllare da vicino l’indocile Picentia; fu così che nacque Salerno. Circa cento anni dopo, nell’89 avanti Cristo, durante la Guerra Sociale, l’esercito romano si abbatté nuovamente su Picentia e la mise a ferro e fuoco, perché essa ancora una volta era stata dalla parte dei rivoltosi. Del peri- odo romano della nostra comunità non sappiamo molto di più, se non che il termine “Picentia” arrivò ad indicare l’intero territorio dell’attuale provincia di Salerno.

2021 ANNO 20 NUMERO 1

2020 ANNO 13 (+7) NUMERO 2

2020 anno 13° numero 1

La scalata di Vincenzo

Il giovane modello Vincenzo Borsa, 25 anni

“riceviamo e volentieri pubblichiamo” La redazione

L’ultimo rapporto Censis sull’Italia oltre a delineare il ritratto di un Paese in declino, anagraficamente sempre più vecchio, ci descrive come una comunità in via di disgregazione, impaurita, che oltre alla speranza in un futuro migliore sta perdendo anche la solidarietà. Un Paese incattivito e che tratta sempre peggio i suoi giovani, per cui quando si apprende che qualcuno di loro (e per fortuna sono ancora tanti) non si rassegna al torpore e si danna l’anima per emergere e trovare lavoro, è come un raggio si sole che filtra tra le nubi di un uragano, un filo d’erba che spunta tra i sassi. E’ il caso di Vincenzo Borsa, 25 anni, giovane modello di Pontecagnano Faiano che prova a bruciare le tappe del proprio percorso di vita, a mangiarsi il proprio destino anziché farsi mangiare. Salito alla ribalta della recente cronaca locale grazie alle ultime fruttuose apparizioni – vincitore del concorso “Sposi ma non solo” l’8 novembre scorso, apparso nel videoclip “Si nun tuorn tu” dell’emergente rapper Alessio Giordano in arte Hales – l’abbiamo incontrato per una breve intervista.

Quando hai scoperto il tuo interesse per la moda?

«Cominciò quasi per gioco, quando un noto parrucchiere di Pontecagnano Faiano (Sica Bruno) mi invogliò affinché partecipassi ad un concorso locale (si chiamava “Miss e Mister Auto d’Epoca”). Ero appena maggiorenne.»

Vincenzo Borsa con il noto parrucchiere di Pontecagnano Faiano Bruno Sica

Ricordaci come andò quel concorso

«E chi se lo scorda! Erano i miei primi passi, pieno di vergogna. Le gambe che mi tremavano ed i continui dubbi su cosa ci facessi lì. Ad un certo punto, un attimo prima di sfilare, sbirciando il pubblico mi dissi “Ma quanta gente c’è? No, io non esco”. Stavo quasi per fermarmi e tornare indietro ma poi mi feci coraggio ed entrai “Ormai ci sono, come va va” mi ripetei. Al mio ritorno ero ancora incredulo, un nodo in gola e la strana sensazione di scoprirmi triste e felice nello stesso tempo. Avevo capito che quello era ciò che volevo fare. Il mio sogno, il mio scopo da realizzare. Forse quel giorno, quella prima passerella, mi ha cambiato la vita. Mi ha indicato una strada. Tra l’altro vinsi anche una fascia (la cosa più inaspettata di tutte) quella di Mister portamento.»

Data la precarietà del lavoro ormai da tempo si assiste in Italia ad una vera e propria fuga dei giovani (specie del sud) dal proprio luogo natìo. Perché le occasioni migliori sono altrove. E’ così anche nell’ambito della moda?

«E’ il solito discorso. Qui al sud in realtà avremmo tantissimi motivi per restare, tante ricchezze da sfruttare e che ci farebbero crescere. Ma non lo facciamo. Se poi parliamo di fashion, si sa, la capitale italiana è Milano.  E’ l’approdo naturale per chi lavora in quest’ambito. Ed io m’impegno tutti i giorni per raggiungerlo.»

Ti dividi tra il lavoro di indossatore, i videoclip musicali e i provini tv. In questo momento qual è la tua principale ambizione?

«La passerella è la mia isola preferita. D’altra parte ho cominciato facendo l’indossatore per aziende d’abbigliamento locali e riviste specializzate di piccola diffusione. Collaboro con brand, comparse da protagonista in video musicali, e mi propongo a casting molto importanti a livello nazionale. Ma tra gli shooting fotografici, le ospitate tra radio e web tv, ed i provini per agenzie nazionali, è senz’altro la moda il mio primo amore. Ma naturalmente sono pronto a cogliere tutte le occasioni che mi si presentano, con l’animo e la predisposizione che servono. Ossia lo spirito di chi sa che non deve limitarsi ad aspettare che il treno giusto passi e si fermi davanti a lui. Se non si ferma io ci provo comunque e ci salgo in corsa!»

Per inseguire il suo sogno e coltivare le sue passioni Vincenzo Borsa è dunque pronto alla scalata. Anche a mani nude e senza fune di sicurezza. Perché il coraggio non va mai giù di moda.

2019 Anno 12 n°4

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OGNI GIORNO È UN GIORNO DA RACCONTARE!

La Redazione
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente recensione.

Alessio Giordano in arte Hales classe ‘92 rapper emergente della zona orientale di Salerno si è avvicinato alla musica rap per gioco con un suo amico e da allora è nata la passione e non ha più smesso.   Grazie alla musica ha trovato un libero sfogo “un motivo per combattere i suoi demoni interiori e i fantasmi del passato”. Ha avuto anche modo di esibirsi a vari eventi tra cui la notte bianca nel 2018 a piazza Gloriosi di Torrione. Ha anche una pagina ufficiale facebook e instagram “Hales Giordano” Il prossimo singolo si intitola “Si nun tuorn tu“. La data precisa di uscita è ancora da stabilire ma sicuramente sarà entro la fine di agosto. Con la partecipazione da protagonista del noto modello di Pontecagnano Faiano Vincenzo Borsa (Otb films produzione). Le parole di Vincenzo alla fine fanno effetto!!! Ciò che si fa per amore o passione non sarà mai un errore!!!

2019 Anno 12 n°3

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2019 Anno 12 n°2

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