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INCENERITORE DI SALERNO: PURTROPPO NON E’ FINITA!

Ci hanno provato in tutti i modi i parlamentari campani del PD e del M5S a far annullare il decreto del governo relativo alla nomina del commissario per la costruzione dell’inceneritore a Salerno. Purtroppo il governo ha respinto  questa richiesta accettando solo un successivo emendamento presentato dai parlamentari del PD che hanno chiesto ed ottenuto maggiori garanzie sulla valutazione delle dimensioni dell’impianto, nella scelta delle tecnologie, sulla selezione e controllo dei rifiuti da bruciare e sulla gestione dell’impianto .

La scelta delle dimensioni dell’impianto si dovrà basare sui i dati relativi al livello di raccolta differenziata attuali e quelli attesi quando l’inceneritore dovrebbe andare in funzione. Ricordiamo che già oggi nella nostra provincia la raccolta differenziata  superare il 60% del totale e la tendenza è in costante aumento. Quindi,  se verrà fatta una valutazione oggettiva che tenga conto soprattutto di questo aspetto, si potrà arrivare alla conclusione dell’inutilità di questo impianto dirottando i fondi verso quella filiera della raccolta differenziata che oggi è assolutamente insufficiente o del tutto assente.

Bisogna dare atto a tutti i parlamentari di aver espresso a chiare lettere la loro posizione e questo in linea con la voce dei cittadini che si sono organizzati nel comitato NO INCENERITORE  la cui prima iniziativa è un convegno che si terrà Venerdì 25 Luglio a Pontecagnano Faiano in piazzza Sabbato alle  ore 20:00. 

Il percorso per arrivare al definitivo abbandono di questo progetto è ancora lungo e tortuoso e la trasversalità delle iniziative è fondamentale. Rivendicare primogeniture o prendere iniziative non condivise pensando di poter apparire i soli paladini di questa “battaglia” è e sarà controproducente e servirebbe solo a inasprire rapporti e a creare deplorevoli sospetti.

Lodevole è l’iniziativa dei sindaci di tenere un consiglio congiunto in cui dar forza al coro dei no a questo inceneritore. Il consiglio è stato fissato per Martedì 29 luglio allo ore 18 presso la struttura del Centola a Pontecagnano Faiano. L’augurio è che non sia una inutile passerella ma che sia un momento per dibattere e consolidare soprattutto le proposte alternative da sottoporre  al commissario nella sua valutazione di fattibilità del’inceneritore.

L’iniziativa dei parlamentari ha aperto una breccia, approfittiamone.

Federico Arcangelo Marra

 

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MARE NOSTRUM

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L’open day organizzato alla provincia per il Grande Progetto “Interventi di difesa e ripascimento del litorale del golfo di Salerno” ha riportato in evidenza il dibattito sulle scelte tecniche di realizzazione di tale opera. L’iniziativa di Legambiente, denominata No Tonz, ha suscitato non poche perplessità negli abitanti della fascia costiera che temono un nuovo blocco del progetto che, oltre alla difesa dell’arenile, dovrà prioritariamente proteggere l’abitato e gli abitanti specialmente dove l’erosione ha avvicinato pericolosamente la linea costiera alla strada litoranea, apprezzabile dalla foto in alto. C’è sembrato doveroso incontrare una delegazione di Legambiente composta dal presidente del circolo Occhiverdi, Carla Del Mese e il responsabile scientifico di Legambiente Campania, Giancarlo Chaivazzo, per trattare approfonditamente e soprattutto spiegare le motivazioni che hanno portato alla contestazione delle soluzioni prospettate.

Questo rappresenta solo uno stralcio dell’ampio spazio che sarà dato all’argomento nel prossimo  numero del Il Ponte Novo e quindi  tratteremo solo alcuni punti che riteniamo prioritari.

Primo aspetto che Legambiente  tiene a chiarire è che non sono affatto contrari alla realizzazione di interventi a difesa della costa e delle attività civili e produttive che vi si svolgono, anzi, ritengono che le ingenti risorse economiche disponibili debbano essere spese bene, cioè risolvendo effettivamente i problemi, utilizzando le migliori modalità disponibili e senza che se ne causino di altri.

Tra le preoccupazioni di Legambiente c’è  l’effetto che tale intervento potrà avere sull’acqua marina. Esso, infatti, prevede barriere sia parallele che perpendicolari (pennelli) alla costa, creando  delle celle che provocheranno una stagnazione delle acque acuendo gli effetti dell’inquinamento per il mancato ricambio dell’acqua. Un problema ben evidenziato dal “Gruppo di Coordinamento Regionale Ostreopsis ovata”.  Non si parla solo di cattivo odore o di non balneabilità, ma soprattutto della creazione di un habitat favorevole alla crescita di un’alga tossica (Ostreopsis ovata) che è pericolosa  non solo  per  la fauna marina ma anche per l’uomo. Tale alga ha il suo massimo  sviluppo proprio in presenza di substrati rigidi come lo sono i pennelli e le barriere e tra luglio e agosto, cioè durante il periodo della balneazione.

Essendo microscopica non è percepibile a occhio nudo ma ci si accorge della sua presenza solo con gli effetti che provoca, attraverso il consumo di prodotti del mare o per la sua inalazione respirando l’aria marina a seguito di una mareggiata (aerosol marino).  Per chi volesse avere maggiori dettagli su quest’alga, riportiamo il link di wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Ostreopsis_ovata).

Legambiente, condividendo le osservazioni espresse dall’Autorità di Bacino, considera inoltre inefficace e controproducente le realizzazioni dei pennelli poiché ostacolano il naturale flusso di sabbia lungo la costa, quello che, seppure in questo momento sia ridotto, svolge una azione di contrasto all’ulteriore arretramento delle spiagge. Infatti, il moto ondoso dannoso è quello che agisce perpendicolarmente alla costa portando a largo le sabbie prese dalle spiagge, come evidenziato anche dalla relazione generale, per cui i pennelli, oltre a bloccare la redistribuzione delle sabbie lungo la costa, sono inefficaci nel contrastare l’azione negativa del mare.

Circa il ripristino della spiaggia, definito ripascimento, Legambiente evidenzia che l’utilizzo di sabbia proveniente da terra è ormai stata sostituita con l’utilizzo dei depositi di sabbia provenienti dai fondali marini profondi, intorno ai 100 metri. La tecnica ormai consolidata che utilizza navi specificamente attrezzate consente di avere un impatto ambientale molto limitato evitando tra l’altro un notevole traffico di mezzi pesanti per il trasporto della sabbia dalle cave al mare.

Resta comunque sicuramente viva la preoccupazione degli abitanti di Magazzeno che auspicano un dialogo tra le parti coinvolte in questo importante progetto, evitando un muro contro muro e cercare di arrivare quanto prima a una soluzione che tenga conto quanto più possibile delle posizioni e delle esigenze di tutti.

Per un maggiore approfondimento vi rimandiamo al prossimo numero de Il Ponte Nuovo dove saranno riportate anche le conclusioni del convegno organizzato su tale progetto che si terrà il 19 giugno a Magazzeno e che tenterà di mettere a confronto tecnici , amministratori e soprattutto cittadini.

Federico Arcangelo Marra

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