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2016 Anno 9 n°2

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I ° RASSEGNA MUSICO LETTERARIA “Compiuta Donzella” 4 date 4 autori

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di Maria Pagano

Un incontro, qualunque tipo di incontro inevitabilmente ci modifica donandoci o sottraendoci la parte che ignoriamo di possedere.

Un incontro è sempre toccante… Quello della Poesia e della Musica,straordinario; “Treni Unici” , prendendoci per mano entrambici consentono di attraversare l’INFINITO, al quale tutti indistintamente, per ceto, sesso, bandiera, bisognosi aneliamo.

Ecco che l’appuntamento diventa l’unico viaggio possibile per sopravvivere all’inutile, al banale: ascoltando la Poesia, laMusica, l’Arte tutta , la luna come per magia appare nella nostra vita svegliando l’anima che corre più del cuore inciampatore. Per incanto ogni razza si avvicina e gli ostacoli cadendo diventano stelle d’ agosto.

Per i quattro giovedì di maggio presso il Caffè d’Ascoli di Pontecagnano – Corso Umberto 1° ,64, ci sarà la Luna, con :Arrigo Ago Anderlini , Alessandro Basso, Piera Carlomagno,, Maria Pagano.

Un giovedì poeticamente e sonoramente lunare, un ‘occasione!

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2016 Anno 9 n°1

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2015 Anno 8 n°5

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Nuova Direzione a “Il Ponte Nuovo”

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Ringraziando Alessandro Mazzaro, diventato collaboratore del prestigioso quotidiano “Il Mattino” ed augurandogli una luminosa carriera, vi presentiamo il nuovo, anzi la nuova direttrice.

E’ Alessandra Longo, di anni ventisette. Nata e vissuta a Pontecagnano fino all’età di tredici anni, si è poi trasferita con la famiglia a Montecorvino Pugliano, dove vive tuttora. Diplomatasi al Liceo Scientifico “Severi” di Salerno, si è successivamente dedicata alla fotografia ed alla cronaca, diventando fotoreporter del quotidiano “Metropolis”. La sua passione deriva dall’avere scoperto la forza dell’immagine, come notizia e come fonte di informazione. Alessandra Longo è una giovane piena di volontà e di interessi, aperta al futuro ed attenta al presente. E’ anche dotata del senso dell’umorismo. Accettando l’incarico alla nostra direzione, si è detta “entusiasta di poter lavorare con tanti ex giovani del 1900”. E’ la benvenuta.

Tasse di fine anno 2015

Picture18  di Ernesto Arduinoimages

Gli organi di stampa seri, dai grandi quotidiani nazionali (solo un paio) ai giornali locali più o meno piccoli (o infinitesimali come il nostro) lo avevano scritto già nel giugno scorso. Eppure in questi giorni tanti nostri concittadini sembrano cadere dalle nuvole: non sapevano niente oppure non se l’aspettavano! A furia di correre dietro ai venditori di fumo si perde di vista la realtà, la quale poi si presenta col suo carico di incombenze quotidiane. Certo c’è chi se ne frega perché se la passa bene e la parola “crisi” in questi anni non l’ha mai pronunciata riferendosi a se stesso. Ma tutti gli altri? Gli altri, quella maggioranza silenziosa e rassegnata (ma per quanto ancora?) che si trascina tra indifferenza e vergogna, sono perfettamente consapevoli che, anche prima delle ultime (dell’anno) tre belle notizie (si fa per dire) di un fisco che sa essere forte coi deboli e debole con i forti, l’ingiustizia sociale sta raggiungendo il punto di non ritorno. Stiamo parlando degli aumenti TASI e IMU (insomma le tasse sulla casa), della TARI (la spazzatura) e delle novità sulla bolletta dell’acqua.

CASA: Prima che il governo la cancelli per l’anno prossimo (tra l’altro facendo l’ennesimo favore ai più ricchi) il nostro Comune è tra quelli che hanno pensato bene di aumentare l’aliquota della TASI sulla prima casa fino al massimo possibile (il 3,3 per mille) lasciando spiazzate tante persone che a giugno hanno pagato una cosa (l’acconto, pari alla metà, della vecchia aliquota che era l’1,5 per mille) ed a dicembre hanno ricevuto l’inattesa mazzata. Sulla seconda casa invece, tra IMU e TASI, il problema non si poneva nemmeno: lì le aliquote erano già ai massimi.

SPAZZATURA: A novembre il contribuente onesto ha appena finito di pagare l’ultima delle 4 rate della TARSU (tassa sui rifiuti solidi urbani) ed ecco che gli viene comunicata (arriverà il bollettino a casa tra fine dicembre ed inizio anno, giusto per rendere più dolce il Natale) la notizia che entro gennaio dovrà versare un ulteriore conguaglio pari ad una cifra compresa tra il 10-15% di quanto già versato finora. E questo a fronte di una raccolta differenziata sempre meno efficiente, con immondizia che a volte viene bruciata anziché smaltita come prevede la legge, e con sempre più strade abbandonate all’incuria e alla sporcizia (soprattutto per colpa, bisogna dirlo, di tanti nostri concittadini piuttosto che di inadempienze da parte del Comune).

ACQUA: nella prima metà di dicembre ci è toccato pagare un conguaglio relativo al 2014 perché – questa è stata la giustificazione – la gestione del servizio idrico nel 2015 è passata dalla SIIS all’ASIS e questo nuovo gestore ha ricalcolato i nostri consumi sulla base delle letture al contatore da esso effettuate (non si fidava delle stime del precedente gestore?) nel 2015. Ma allora come si spiega che anche quegli utenti, i cui consumi non sono cambiati, si sono visti recapitare bollette aumentate di oltre il 20% rispetto all’anno prima? Forse perché laddove non cambiano le tariffe, si modificano le tasse sulle stesse ed il risultato è sempre quello di trovarsi a pagare di più.
A ciò si aggiunge la minaccia evocata dalla recente legge regionale (approvata lo scorso 16 novembre, in pochi minuti, solo dai consiglieri di maggioranza) sul riordino del servizio idrico, la quale pone le basi per la creazione di un unico gestore a livello regionale (l’EIC, Ente Idrico Campano) scavalcando così tutte le amministrazioni locali che potranno solo limitarsi ad applicare le nuove tariffe stabilite da un soggetto sul quale non potranno esercitare alcuna influenza. Secondo i Comitati per la difesa dell’acqua pubblica è il passo decisivo verso la privatizzazione del servizio. E tanti auguri di “buone feste” a tutti.

2015 Anno 8 n°4

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2015 Anno 8 n°3

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15 Luglio 2015 – NUOVE NORME PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI

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Con ordinanza sindacale N° 30 dell’11 giugno 2015, l’amministrazione ha stabilito che dal 15 luglio 2015 entreranno in vigore le nuove norme che regolano la modalità di raccolta dei rifiuti solidi urbani. La novità è che i contenitori per l’umido e i sacchi contenente il residuo secco non potranno restare sul suolo pubblico permanentemente ma dovranno essere tenuti all’interno delle aree private e portate all’esterno solo durante il periodo di raccolta al termine del quale vanno riposti nuovamente nelle aree o nei locali privati.

Inoltre già dal marzo 2015, con delibera N° 36 del 9 marzo 2015,  è stato istituito un servizio di Polizia Eco Zoofila, affidata alla associazione ANPANA OEPA,  che svolgerà vigilanza ambientale a supporto (e non in sostituzione) della polizia municipale, come si legge dalla convenzione allegata alla suddetta delibera.

Per rendere più agevole l’applicazione di tali norme elencheremo in maniera semplice quanto da loro previsto.

ISTRUZIONI PER L’USO

CHI, COSA E QUANDO

Civili Abitazioni o Locali NON adibiti a negozi

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Negozi, Aziende, Uffici Pubblici

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Tutti

p4

DOVE E COME

 

p4.b

NORME DI SANO SENSO CIVICO

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LE SANZIONI

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LA VIGILANZA

Come indicato precedentemente, la vigilanza è stata affidata all’associazione ANPANA OEPA  che opererà a supporto della polizia municipale, secondo quanto previsto dalla convenzione stipulata con l’amministrazione e  di cui nel seguito riportiamo alcuni estratti a nostro avviso significativi

  • L’Associazione svolgerà il servizio con unità, di norma in coppia, in modo volontario ed a titolo gratuito
  • Gli stessi potranno effettuare attività di verifica, e rilevazione delle violazioni previste da disposizioni di legge o di regolamento.
  • in caso di accertata irregolarità danne immediata comunicazione alle forze dell’ordine (Polizia Municipale, Carabinieri);
  • Operare con prudenza, scrupolosità e perizia e usare maniere ed atteggiamenti consoni al loro ruolo, interfacciandosi con gli utenti con modi garbati e cortesi

Indossare durante il servizio la divisa d’ordinanza e il tesserino identificativo e qualificarsi previa esibizione dello stesso. A tal proposito ci preme precisare attraverso una nota del Ministero degli interni che  nessun privato può assumere funzioni di polizia e che la divisa serve esclusivamente a distinguerli dalle forze di polizia ufficiali, inclusa quella locale.

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All’Italia serve una scuola democratica

Picture2 Di Carlo NaddeoUntitled

  Alla politica spetta il compito di  migliorarla e non di distruggerla.

La riforma della scuola fortemente voluta dal governo Renzi impone, purtroppo, un modello aziendale e manageriale alla scuola pubblica italiana. Ciò si evince con chiarezza dal fatto che termini come “concorrenza” e “competizione” sono ormai entrati nel linguaggio comune anche parlando di scuola. Ma la competizione e la concorrenza tra gli insegnanti e tra le scuole sono quanto di più lontano ci sia dall’insegnamento, inteso nel senso più autentico del termine.

Per favorire l’azione didattica, in una scuola è fondamentale che regni l’armonia, il confronto e la collaborazione tra gli insegnanti, cose che difficilmente potranno esistere se i docenti saranno in competizione tra loro e se vedranno nei colleghi degli avversari con cui contendersi i favori del dirigente-padrone: una vera assurdità!

Ricordiamoci che nella vita e nella società non tutto è mercato, che la scuola non è un’azienda e che i risultati dell’insegnamento non sono prodotti commerciali. Ma alcuni non la pensano così e la vedono proprio come un’azienda guidata da un manager. Ecco il senso del rafforzamento dei dirigenti scolastici che, con la riforma di Renzi, potranno definire il piano triennale dell’offerta formativa (cioè decidere cosa produrre), scegliere i docenti da assumere (cioè diventare i padroni che decidono chi assumere), premiare i “migliori” (cioè consolidare il loro aspetto padronale con incentivi economici decisi da loro). Va da sé che una scuola così è la negazione della scuola pubblica.

E’ di questo scuola che l’Italia ha bisogno? Vogliamo davvero che le scuole pubbliche possano diventare scuole a immagine e somiglianza del loro dirigente scolastico? Vogliamo davvero che si rischi di arrivare ad assumere gli “amici” e gli “amici degli amici”, introducendo il nepotismo, il malaffare e la corruzione nella scuola, uno dei pochi settori finora indenni nello sfacelo morale dei nostri anni? Questo è un rischio concreto, se il manager può assumere chi ritiene più “adatto”!

Per evitare ciò è necessario che intervenga la politica (quella buona) cui spetta il compito di migliorare la scuola, non di distruggerla. Una politica che si impegni affinchè la scuola diventi  un’autentica comunità democratica della cultura. Anche attraverso la riforma della dirigenza delle istituzioni scolastiche abolendo, ad esempio, la figura del dirigente scolastico di nomina amministrativa (che si vorrebbe come un manager-padrone) e istituendo il ruolo del “Preside eletto” dalla comunità scolastica, ovvero l’elezione di un docente primus inter pares (primo tra i pari) responsabile della didattica.

Un Preside eletto che non dovrà essere un manager-padrone ma il riferimento e il responsabile della attuazione delle scelte didattiche operate democraticamente da tutti coloro che operano nella scuola che diverrà, così, un modello vivente di democrazia partecipata, con insegnanti liberi e in grado quindi di insegnare il valore della libertà e non degli “yes-man”, come altri vorrebbero.

Questa è la vera sfida! Alla politica spetta il compito di portare la scuola italiana verso questa nuova realtà! Ai partiti spetta il compito di proporre idee alternative del sistema scolastico pubblico per ridare slancio e vigore ai valori della cultura sia nella scuola che nella società!

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