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2017 Anno 10 n°1

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2016 Anno 9 n°5

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PONTECAGNANO FAIANO CORRE CON ANASTASIO PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

Gennaro Gero Giacca

L’8 gennaio si voterà per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Salerno. Ad esprimersi saranno chiamati i soli sindaci e consiglieri comunali che eleggeranno, tra loro stessi, i rappresentanti di Palazzo S. Agostino. Dalla composizione delle liste, dalle dichiarazioni e dalle polemiche tra i vari candidati, si intuisce che le Province, seppur svuotate di contenuti e competenze, sembrano conservare grande interesse di visibilità per quanti si danno battaglia per assicurarsi un seggio. La bocciatura referendaria della riforma costituzionale ha finito per creare, come facilmente prevedibile, un grande caos istituzionale tra gli Enti Locali; tuttavia il principio indicato nella ipotesi di riforma del Senato, quello della rappresentanza territoriale, resta intatto nel sistema elettorale provinciale e si dovrebbe dunque ipotizzare che, nella scelta dei “grandi elettori”, soprattutto i sostenitori della riforma Renzi-Boschi, esso venga rispettato e perseguito. La nostra Città è rappresentata, in questa competizione, dal solo Consigliere Comunale Antonio Anastasio che, peraltro, vanta una corposa esperienza sui banchi di Palazzo S. Agostino iniziata nel 2004, nominato, nel 2008, Presidente della IV Commissione Consiliare Provinciale Lavori Pubblici – Viabilità – Trasporti. E’ dunque auspicabile che, al netto delle preferenze personali che riuscirà a rastrellare tra i suoi colleghi della provincia, Anastasio possa raccogliere, nell’urna, l’unanimità di quelli che siedono con lui, Sindaco compreso, sui banchi del Consiglio Comunale di Pontecagnano. Ipotesi impegnativa questa, ancorché coraggiosa e coerente, che dovrebbe sancire e sottolineare lo spirito di collaborazione fattiva da tutti, maggioranza ed opposizione, lungamente sostenuta e sollecitata in ambito locale. Il rischio che l’Amministrazione Provinciale possa ridursi ad una pletora composta dai sindaci confinanti maggiormente ammanigliati alle segreterie politiche che contano è infatti altissimo e il campanilismo partitico la farebbe da padrone in una Provincia, qual è quella di Salerno, già pesantemente condizionata e, di fatto, immobilizzata dagli ordini di una scuderia situata a 54 km di distanza. La nostra Città non può permettersi ulteriori concessioni di vassallaggio politico, essa deve ritrovare urgentemente la propria identità territoriale smarrita e l’unità intorno al prioritario interesse pubblico. Può farlo l’8 gennaio, se non attraverso il popolo, privato del diritto di voto, quantomeno affidandosi al senso di responsabilità dei propri Consiglieri Comunali, chiamati questa volta ad un voto unitario che testimoni, nei fatti, il loro attaccamento a Pontecagnano Faiano così spesso conclamato. La città ne trarrà le logiche conseguenze politiche.

CONSIGLIO COMUNALE: CARTA CANTA

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Gennaro Gero Giacca

Se la normativa vigente non fosse categorica com’è, in chiave di non ulteriore eleggibilità, Ernesto Sica “rischierebbe” di fare il Sindaco di Pontecagnano Faiano a vita, tale e tanta è la potenza di fuoco a suo favore prodotta dagli strafalcioni tattici e politici di una opposizione in Consiglio Comunale che vive la fase più acuta di sempre del proprio complesso di inferiorità. In pratica, una sorta di propaganda personale offerta a titolo gratuito. Chi ha assistito all’assise di ieri sera, ha dovuto sorbirsi per due ore lo spettacolo pietoso dello strapotere carismatico, dialettico e contenutistico del Primo Cittadino, contro il quale il solo capogruppo di Uniti per Pontecagnano ha provato a tener botta se non altro per affinità caratteriali, ancorchè con poche argomentazioni rilevanti. La vicenda della surroga, nuovamente conclusasi in un nulla di fatto, ha praticamente svuotato il principale organismo di controllo degli atti amministrativi, il Consiglio Comunale, della sua funzione principale, esponendo la Città alla raffica di determine e deliberazioni di giunta a ruota libera che l’amministrazione si sentirà autorizzata a produrre da oggi in avanti, più di quanto non abbia finora fatto. La causa di inconferibilità addotta, come la legge prevede, per motivare il voto negativo dell’opposizione avverso un atto obbligatorio qual è la surroga di un consigliere dimissionario, è stata quella suggerita dal Cons. Antonio Anastasio e fatta propria, in extremis, dalla pattuglia del PD, in palese imbarazzo e scollamento. Appigliandosi a questa ipotetica ancora di salvezza, seppur destituita di qualsiasi collegamento al caso in questione, emersa dalla frettolosa lettura della normativa, i gruppi che hanno espresso voto contrario hanno, di fatto, spinto la Città nel baratro del commissariamento ad-acta, nonostante il garbato e doveroso appello alla riflessione prodotto dalla Segretaria Generale. A margine  dell’indecoroso spettacolo, due siparietti di politichese: la pubblica celebrazione-pizzino, fatta dal Sindaco, dei meriti del Partito Democratico come forza di governo e cittadina e, in apertura, l’abituale azione di sciacallaggio sui problemi della Fascia Costiera, da parte del PD, mediante una ipocrita richiesta di Consiglio Comunale Monotematico, prodotta già nella consapevolezza di votare contro la surroga ed il Consiglio stesso. Al netto dei congiuntivi violentati.

Alfonso Gatto a quarant’anni dalla morte

Alfonso Gatto a quarant’anni dalla morte

In occasione dell’inaugurazione delle sede dei “Picentiae Historiae Cultores” e de “Il Ponte nuovo”

ne parliamo con

la prof.ssa Annamaria Petolicchio

Docente di Lettere Università degli Studi di Salerno

il prof. Francesco D’Episcopo 

Già Docente di Lettere Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Domenica 20  Novembre 2016 ore 18:30
“La Bottega delle Idee”  Piazza Pio X, 11 Pontecagnano Faiano

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2016 Anno 9 n°4

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Ricordo di Daniele Zoccola

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Il 24 luglio scorso è stato pubblicamente commemorato Daniele Zoccola, il giovane finanziere pontecagnanese, morto sedici anni fa nel corso di un’operazione di contrasto contro criminali scafisti albanesi. Alla Sua memoria fu conferita la Medaglia d’oro. Alla presenza di Autorità militari e civili e di un folto gruppo di cittadini, la commemorazione si è tenuta presso i giardini pubblici di via Marconi, dove da anni c’è un busto che Lo ricorda.

Lettera al Direttore

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A fine luglio scorso abbiamo ricevuto, per conoscenza, la seguente lettera a firma di Ignazio Farina.

« Stimato Segretario, l’ultimo numero del “Ponte Loro” (bisogna citarlo come De Luca cita sprezzante “Italia Nostra”) è schifosissimo. Per:- aver chiamato ripetente Lanzara in prima pagina;- aver messo un NO di invito al prossimo referendum (in cerchio rosso!) all’ultima pagina. Omettendo, per un argomento così delicato, di accostare con identica grafica le ragioni del Sì. Che squallidi! Da tempo sono convinto che la Sezione del PD debba intervenire. Giudichi male pubblicamente i foglietti del giornale paesano, provincialotto e presuntuoso, nel quale viene inzeppato un costante contenuto velenoso contro il nostro Partito. (Tolto l’innocuo racconto della centenaria defunta da poco, cos’altro c’è di cui giovarsi questa volta?) Mi permetto d’inoltrare al Direttore del PN questa mail inviata a te perché temo che tu, Segretario troppo buono, non la condivida. Oppure: signorilmente ritenga di stare zitto.»
Premesso che Ignazio Farina non è un lettore qualsiasi, ma un professore universitario, da poco in pensione, che ha insegnato Lettere presso l’Università di Salerno; premesso ancora che il suddetto è da sempre sostenitore ed iscritto al PCI-PDS-DS-PD, tanto che sulla sua abitazione ha issato, ben visibile dalla strada, la bandiera del PD; premesso infine che le lettere dei lettori, specie quelle di coloro che dissentono, sono per noi benvenute perché ci aiutano a migliorare. Premesso tutto ciò, gli facciamo osservare.
Che “ripetente” non è un’offesa; indica l’intenzione del Lanzara di ripetere la candidatura a sindaco. Che l’invito a votare No al prossimo referendum di ottobre, non presentando le ragioni del Si, è perché sia il Governo che le televisioni ed i grandi giornali nazionali (con qualche sparuta eccezione) hanno tutti catechizzato gli Italiani sul Si, senza una equivalente informazione sul No. Che noi non siamo pregiudizialmente contro alcun partito, compreso il PD, tanto è vero che diciamo male, quando è il caso, anche di politici di altri partiti (in effetti noi siamo contro l’arroganza del potere, da qualunque parte essa provenga).
Ed infine una domanda a tutti i lettori. Perché mai un professore universitario ritiene che un “giornaletto” come il nostro possa dare fastidio alla sezione locale di un partito che detiene il potere al Governo ed anche nella nostra Regione?

La Redazione

2016 Anno 9 n°3

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2016 Anno 9 n°2

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